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BING, la risposta di Microsoft all’egemonia di Google

L’esigenza principale degli utenti del web è quella di ottenere, in risposta ad una loro precisa ricerca effettuata per mezzo di parole chiave (key words), un risultato il più possibile vicino a quello che realmente viene ricercato. Sappiamo bene quanto tempo perdiamo nel selezionare quello che ci interessa fra tutti gli argomenti che il motore di ricerca ci ha selezionato.
Questo è l’obiettivo principale che si è posto il famoso concorrente di Google di casa Microsoft, il motore di ricerca BING.
Microsoft introduce così nel suo motore di ricerca una nuova funzionalità per conseguire l’obiettivo di ottimizzare la funzione di ricerca in base alle esigenze degli utenti.
Questo sistema si chiama “Ricerca Adattiva” (Adaptive Search) e funziona sull’elaborazione di pattern comportamentali per tutti coloro che costantemente utilizzano la Rete: attraverso l’analisi delle keywords utilizzate per fare le ricerche e i link effettivamente visitati, Bing elabora i risultati personalizzati e migliori per l’utente.
Adaptive Search migliorerà il suo funzionamento con il tempo, in funzione dell’aumento dei dati di ricerca individuali statisticamente raccolti.
Questa dunque l’arma di Microsoft per incentivare il costante utilizzo di Bing a discapito del suo più forte concorrente Google.
Questa funzione, sicuramente molto utile, farà sicuramente discutere con riferimento al trattamento dei dati raccolti e alla tutela della privacy. Microsoft assicura ufficialmente che non ci sono violazioni della privacy dell’utente, che i risultati di ricerca saranno basati solo sui cookie e che lo storico delle ricerche effettuate dagli utenti loggati in Bing sarà mantenuto per un periodo non superiore ai 18 mesi.


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