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Google, guerra ai siti scraper

Google sta spostando l’attenzione verso gli scraper site ovvero tutti quei siti opera di spammer che copiano quasi automaticamente i contenuti di altri siti e li mettono nelle loro pagine; si ritrovano così in cima ai risultati dei motori di ricerca.

Proprio per questo motivo Matt Cutts ha chiesto la collaborazione degli utenti che potranno segnalare questi siti “ruspa” a Google tramite un modulo accessibile da un link presente nei tweet.

Il modulo prevede l’inserimento dell’URL del sito scraper, di quello originale e della stringa di testo con la quale si è effettuata la ricerca.
Google aveva già cercato di risolvere la situazione a Gennaio cambiando il suo algoritmo segreto di ricerca, ma il problema principale che i siti scraper molte volte occupano un posto più alto di quello del sito originale è ancora presente.

I siti scraper sono antagonisti da sempre dei motori di ricerca e Google afferma che i risultati raggiunti sono i più rilevanti, i più nuovi e completi.
Dall’inizio dell’anno Google ha iniziato a lavorare sui filtri “Panda” nel suo algoritmo, ma i cambiamenti non hanno risolto il problema anzi un webmaster ha confermato che si è verificato un peggioramento con un calo significativo del traffico del 35%.

I tecnici di Google si sono dovuti rimboccare le maniche anche a Giugno, dato che l’uscita della nuova release 2.2 dei filtri Panda ha avuto esiti non proprio soddisfacenti.
I filtri Panda non sono stati sufficienti ma forse con questo ultimo sforzo e con la collaborazione degli utenti attraverso il modulo di segnalazione si archivierà la questione.

Chi vincerà questa affascinante sfida?


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