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Google Penguin, la nuova sfida di Google per SEO e Webmaster

Google PenguinI professionisti del SEO cominciano a tremare: Google Penguin, il nuovo algoritmo di Google sta rovinando il sonno di SEO e Webmaster.

Ad un anno dal lancio di Panda, l’ultimo algoritmo, Google ha presentato la sua novità: Penguin.
L’obiettivo di Big G è quello di operare una forte selezione di siti web, puntando a penalizzare i siti web che sono riusciti a scalare le posizioni non avendo le carte in regola per farlo, quindi solo grazie a strategie di SEO estremo o a “trucchetti” di abili esperti di SEO, indipendentemente dalla qualità dei contenuti.
Ma ora i giochi sono finiti!

Penguin non è una semplice evoluzione dell’algoritmo di Google Panda ma un nuovo algoritmo punta a limitare i vantaggi del SEO spinto ai massimi livelli.
Infatti i Professionisti del SEO sanno come portare un sito ai vertici delle pagine di Google, tramite una serie di tecniche ormai consolidate.

Questo è il motivo per il quale Google ha approntato Panda e Penguin, che farà lavorare in parallelo.

Panda svolge un ruolo di verifica del contenuto di un sito sotto il profilo della qualità dei contenuti, in particolare dei testi, verificando le duplicazioni e valorizzando la presenza di commenti e opinioni dei visitatori.

Penguin invece avrà il compito di cercare i siti che hanno scalato le SERP tramite tecniche di keyword stuffing e backlinks privi di correlazioni.
Il nuovo algoritmo sostanzialmente punta ad identificare i siti che utilizzano il “SEO Spam”, cioè quell’insieme di azioni coordinate strategicamente per ottenere una maggiore visibilità del sito in relazione a determinate keywords.
Ovviamente i siti che adottano queste strategie saranno fortemente penalizzati.

Dalle prime indiscrezioni Google Penguin sovrebbe valutare i contenuti, ovvero le singole pagine del sito, singolarmente.
Comunque non disponiamo al monento di notizie o dichiarazioni ufficiali, quindi su alcuni aspetti ci basiamo su supposizioni, almeno per ora, di cui si discute con addetti ai lavori.

In base a queste supposizioni possiamo analizzare alcune delle soluzioni che porterebbero, se adottate sul sito web, ad una possibile penalizzazione:

- Il tag Title delle pagine può essere considerato SEO Spam se eccessivamente “carco” di parole e frasi chiave, come anche per l’eventuale ripetizione delle medesime keyword nei tag;

- anche il Keyword stuffing sarà penalizzato: ripetere eccessivamente le keyword in maniera forzata all’interno del testo vi penalizzerà. La soluzione razionale è scrivere i contenuti nella maniera più naturale possibile;

- i vecchi trucchetti, quali inserire parole chiave nel testo mimetizzato con lo sfondo o in oggetti nascosti all’interno del sito sono assolutamente da evitare;

- come anche l’eccessiva quantità di pubblicità, in ogni sua forma.

- i Link esterni saranno valutati in base alla qualità del sito al quale puntano: siti penalizzati da Google penalizzeranno anche voi; per i link interni vi penalizzeranno quelli che, con il medesimo anchor text, puntano tutti ad una stessa pagina.
E’ in particolare il caso di utilizzo degli automatismi di generazione dei link interni.
Per i link in entrata, la tecnica di utilizzare numerosi backlinks inseriti su un sito esterno che punta al nostro sito (utilizzando sempre i medesimi anchor text), sarà penalizzante per entrambi i siti.
Un altro elemento determinante consisterà nell’argomento trattato dal sito che contiene i link di origine, penalizzante nel caso in cui l’argomento non abbia attinenza con quello del sito che viene puntato dal link stesso.
Quindi dovrete prestare attenzione a quei siti che inseriscono dei link che puntano al vostro, soprattutto se i link sono molto numerosi.

Al termine di questa analisi sommaria possiamo trarre alcune conclusioni.
E’ necessario evitare comportamenti che Google Penguin possa assimilare a tentativi di spam o comunque fraudolenti, in particolare relativamente ai link tematici in entrata.

Un aspetto positivo è comunque rappresentato dal fatto che le scansioni di Penguin avvengono a ciclo continuo e nell’arco di un periodo di tempo molto breve, al contrario di Panda (che impiega circa 1 mese). Quindi nel caso in cui fossimo penalizzati da Penguin, non dovremo attendere molto tempo per vederci “riabilitati”. Sempre se saremo in grado di rimediare adeguatamente al problema che ha comportato la penalizzazione

Lo staff di webmaster-roma

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