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Il governo Monti avvia l’ agenda digitale dell’ Italia

Finalmente con l’ agenda digitale l’Innovazione digitale è arrivata sul tavolo del Governo Monti e le prime notizie che trapelano consentono di individuare gli obiettivi della sua azione.

Agenda digitaleL’attività dell’ agenda digitale dovrebbe essere concentrata in particolare sui servizi di e-government e delle infrastrutture a banda larga.

Francesco Profumo, ministro all’Istruzione, ha avviato gli approfondimenti che porteranno ad una presa in gestione dei servizi per portare l’Italia alla digitalizzazione. L’attività relativa alle infrastrutture a banda larga fanno invece riferimento al Ministero dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, guidato da Corrado Passera.

L’establishment dei due ministeri stanno iniziando a lavorare congiuntamente per mettere a punto l’ agenda digitale del Paese, ovvero un programma che contenga le pianificazioni delle azioni da compiere (senza tralasciare il fondamentale aspetto della copertura economica), per conseguire l’obiettivo dello sviluppo digitale dell’Italia.
E’ importante tenere presente che questo passaggio tecnologico ci è richiesto anche dell’Europa, con l’ Agenda digitale europea 2020. E la direttiva è stata incentivata anche da Agcom (l’Autorità garante delle comunicazioni), che ha formalmente richiesto al governo di iniziare a lavorare alla presentazione delle proposte. Agcom sottolinea che l’iniziativa è urgente, dato che l’Italia è fra i pochi Paesi europei a non essersi ancora dotato di un’ agenda digitale.

Le impellenti scadenze degli obiettivi di diffusione e copertura di servizi e infrastrutture digitali, fissati dall’Unione Europea (per intenderci parliamo di risultati da conseguirsi nel 2013, altri nel 2015 e infine nel 2020), obbligheranno il governo ad un tour de force per il loro raggiungimento.

Il governo in carica dovrà cercare di sviluppare quanto fatto dal precedente, che si è impegnato in particolare sul fronte dell’e-government (contribuendo a portare online la gestione delle ricette e dei certificati medici), mettendo le prime basi di un cambiamento epocale: estendere i pagamenti elettronici a tutti gli organi della pubblica amministrazione, comprendendo quelli degli Enti Territoriali.

Renzo Turatto, Capo Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica (in carica anche nella precedente legislatura), ha affermato che «Sui pagamenti delle PA c’è molto da fare. La cosa più importante è adesso mettersi al lavoro per non perdere quanto già conquistato dal precedente governo e poi andare avanti».

Il ministro Profumo è attualmente impegnato nell’istruzione e nel diffondere i servizi scolastici on line (tutte le scuole da quest’anno consentono di poter fare l’iscrizione via web). Questo ulteriore aspetto funzionale rientra in un obiettivo più generale, che il ministro sta cercando in tempi rapidi di estendere a tutti i servizi della pubblica istruzione: quello della maggiore trasparenza nei confronti del cittadino.

C’è poi allo studio il progetto, attualmente limitato alle sole regioni meridionali, di realizzare dei data center da cui sia possibile gestire servizi in Cloud computing alle PA centrali e locali. Lo Sviluppo Economico è al contempo impegnato per eliminare il Digital Divide entro il 2013 (banda larga ad almeno 2 megabit), proseguendo l’adeguamento tecnologico iniziato dalle precedenti amministrazioni. E’ allo studio anche il progetto della rete a banda larghissima (100 megabit), ma su questo punto non ci sono attualmente elementi chiari.

L’aspetto della pubblicizzazione per la diffusione dei servizi digitali avrà un’importanza strategica. Si dovrà consentire agli utenti di poter aderire ai nuovi servizi tramite un sistema di incentivi che consentiranno il reale diffondersi dell’utilizzo degli stessi. L’Agcom ha affrontato questo argomento, arrivando a proporre come soluzione una campagna di sensibilizzazione mediatica da affiancare a corsi pubblici, incentivi fiscali alle imprese e norme per rendere più semplice ed economico l’utilizzo degli strumenti digitali (verso pubbliche amministrazioni e imprese) rispetto a quelli tradizionalmente utilizzati.

L’ Agenda digitale è avviata, ma c’ è veramente molto da fare dato il divario con i Paesi che rappresentano le eccellenze nel settore.
Riuscirà l’ Italia a recuperare questo gap?

Lo staff di Webmaster-Roma

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