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Un imprenditore denuncia Equitalia per usura alla Guardia di Finanza!

Finalmente un imprenditore disperato per le ingiustificabili richieste di Equitalia ha sporto denuncia presso la Guardia di Finanza per usura.

Equitalia denunciata per usura

Era da tempo che attendevamo una notizia del genere, date le continue angherie che Equitalia continua a commettere ai danni di onesti imprenditori, che cercano semplicemente di sopravvivere.

L’imprenditore, Abele Tanghetti, imprenditore da 30 anni nel commercio dei metalli, si era visto inizialmente contestare delle detrazioni nella denuncia dei redditi del 1999/2000: secondo l’Agenzia delle Entrate queste detrazioni non andavano bene.

A quella prima cartella di Equitalia ne seguirono altre cinque. L’ultima, a luglio scorso, per un totale di oltre 170.000 euro di debito con l’erario, che gli interessi applicati fanno lievitare a oltre 300.000.

L’imprenditore cerca di pagare, rateizzando il debito con Equitalia e si accolla, da due anni ad oggi, una rata di 5 mila euro al mese, per estinguere il debito. Fino a quando non è arrivata l’ultima cartella, quella di luglio.
Tanghetti si presenta chiedendo di mettere in coda al debito complessivo l’importo di questa cartella.
In maniera arrogante e superficiale viene trattato con indifferenza, con la scusa che questa contestazione non è parte del debito rateizzato e che seguirà un’altra strada. E’ inutile quindi parlare con un funzionario: la responsabilità è esclusivamente di chi ha aperto il fascicolo!

Nel frattempo, causa il calo del lavoro e la crescente difficoltà ad incassiare i propri crediti da parte dei clienti, non potendo l’imprenditore ottemperare ai pagamenti delle sanzioni applicate, Equitalia procede all’esecuzione forzata dei beni dell’attività, necessari a poter continuare l’attività lavorativa, fra cui i materiali, il camion, gru e muletto, per un valore complessivo di 160mila euro.
La data per la messa all’asta era fissata per il 13 settembre, ma Tanghetti, ormai disperato e disposto a tutto, ha spiazzato tutti con una contromossa inattesa: il 31 agosto, si presenta alla Guardia di Finanza e denuncia Equitalia per usura.
«I miei avvocati hanno calcolato che sui 177 mila euro è stato applicato un tasso di interesse del 16%». Quasi il doppio rispetto al tetto limite, che per Equitalia è dell’8,37%. «E mercoledì ho depositato un’altra denuncia ai carabinieri per estorsione – ha aggiunto Tanghetti, che ormai è inarrestabile – contro il sequestro».

Il timore, essendo Equitalia una organizzazione illegale resa legale dallo Stato per taglieggiare i contribuenti, è che le denunce vengano semplicemente archiviate.
Ma intanto il clamore mediatico della vicenda ha superato i confini dell’anonimato ed ha indotto qualche responsabile di Equitalia a bloccare la procedure della messa in asta dei beni.

«Mercoledì mi hanno comunicato che l’asta è stata sospesa, senza dirmi però il motivo». Una piccola vittoria, che a Tanghetti non basta.

«Spero di poter incontrare qualcuno di Equitalia, per chiudere definitivamente questa vicenda». Perché, al di là dell’aspetto economico, c’è la vicenda umana, di un imprenditore che dopo una vita dedicata alla sua azienda si vede trattato da criminale. «Ti vien voglia di chiudere tutto – conclude Tanghetti, con lo sguardo basso – non ne vale la pena di lavorare così».

Ci tenevamo a portare a conoscenza dei nostri lettori una storia che sentiamo sempre più spesso in giro.

E’ ora di dire basta a queste angherie!
Gli imprenditori hanno creato la ricchiezza ed il benessere di questo paese ed oggi sono trattati da criminali…

Il buon Befera intento si gode il suo stipendio da usuraio di 25.000 euro al mesesulla pelle della gente che ha portato al suicidio!

E’ questo lo Stato democratico nel quale volete vivere? Noi no!

Lo staff di webmaster-roma


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